Quando sabato mattina ho deciso di mettere ordine sulle mensole Ikea che compongono la mia mini libreria milanese, ho avuto la conferma che forse, ora come ora, sono più classificabile come collezionatrice che lettrice.
Da qualche anno aggiorno ormai abbastanza fedelmente il mio account Goodreads, che mi segnala che dal 2014 a oggi ho accumulato 319 libri letti, 45 in lettura (!), 269 che vorrei leggere (!!!). E una vita sola per far tutto.

Per questo ho preso in prestito il modo di dire shopping my stash, ovvero passare in rassegna ciò che già si è comprato e riscoprirlo come se fosse nuovo (ma quant’è più efficace l’inglese a volte mannaggia), e ho deciso di prendere coscienza delle letture che mi attendono, quelle che ho accantonato e quelle che sto volutamente ignorando. Il tutto, sperando di bloccare il mio acquisto compulsivo degli ultimi tempi (sette libri in meno di tre settimane? mh).

Piccolo disclaimer: ho linkato i libri da Amazon per comodità e reperibilità, ma invito a comprare fisico e locale, dove possibile. Se sei a Milano, le mie librerie preferite sono Verso, Spazio B**K, Colibrì, a Bologna sicuramente Trame e Modo Infoshop, mentre Cristina da tempo intervista i librai indipendenti di tutta Italia nella rubrica Libromania.

Libri che sto leggendo in questi giorni

Più che sulle mensole, questi due libri che ho acquistato una settimana fa da Spazio B**K al momento vivono nella mia borsa. Men Explain Things To Me di Rebecca Solnit, che ho preso pensando fosse il libro di girl bossing di cui ho bisogno in questo periodo, si è invece rivelato come una raccolta di saggi sulla violenza, sia psicologica che fisica, che nel tempo è stata esercitata sulle donne – e su come le donne hanno trovato dei modi di reagire. Dentro ci sono anche Virginia Woolf e Susan Sontag (di cui vorrei comprare i nuovi libri ma no! no! no!), quindi non posso che essere felice. E illuminata.

E, dato che era tanto che non leggevo poesia, ho deciso per il nuovo Quando non morivo di Mariangela Gualtieri, che devo assaporare un poco per volta, perché le parole della Gualtieri sono sempre dense di senso, di peso, di pianto.

Libri che ho comprato nelle ultime settimane

Qui si entra in un territorio davvero pericoloso: quello delle offerte dell’Esselunga, com’è stato nel caso de La ragazza con la Leica di Helena Janeczek; quello dei consigli degli amici, dove abbiamo Maria Gaia che propone L’alea di Laura Pugno e Dal matto al mondo di Francesca Matteoni, e Pietro che mi allunga invece una copia di In The Winter Dark di Tim Winton; quello delle segnalazioni stampa, come ad esempio Voci da Uber di Maria Anna Mariani; quello del Bestiario Letterario di Colibrì che ha proposto, per dicembre, la lettura di Un’Odissea di Mendelsohn.

Libri che ho iniziato e che ho lasciato da parte

Tra i libri che ho iniziato e non ancora finito, ci sono la raccolta di saggi Feel Free di Zadie Smith e Saggio sulla lucidità di José Saramago, che un saggio invece non è, ma uno di quei tocchi di maestria che chiamare romanzi è davvero riduttivo. Entrambi mi piacciono molto, ma sono letture che riesco a fare solo se sono in un certo mood, che è: essere pronti a rimanere sfiduciati su tutto il mondo e contemporaneamente assai felici che esistano (o siano mai esistite) due persone così brave a usare le parole.

Messi invece da parte perché, per quanto mi stia sforzando, non riesco a farmi prendere, ci sono The Bricks That Built The Houses di Kate Tempest, che pure ho amato per altri libri, The Visiting Privilege di Joy Williams che è una raccolta di racconti di cui non ricordo molto, compreso quanti ne abbia letti finora, e The Shore di Sara Taylor che a questo punto per fortuna ha almeno una bella copertina.

Libri che non ho ancora letto

Ho sentito parlare in lungo e in largo di Any Human Heart di William Boyd come uno dei libri preferiti da gran parte delle persone digitali che stimo e che seguo. Non so perché, ma credo siano complici i miniminicaratteri con cui è redatta questa versione Penguin: non sono mai riuscita davvero (ancora) a leggerlo.

Correspondence di Paul Celan e Nelly Sachs è un libro che credo di aver preso perché credo di aver letto che si tratta di una delle più toccanti corrispondenze scritte di sempre. South and West di Joan Didion è stato acquistato in un momento in cui avevo deciso di possedere qualsiasi cosa della Didion, però questo, oltre a Slouching Towards Bethlehem, era l’unico con un’edizione grafica che allora mi piacesse. Ops.

Sara invece mi ha prestato Conversation With Friends di Sally Rooney, ma mi sento un po’ fuori dal tunnel Rooney, quindi non sono ancora riuscita a iniziarlo. Mentre Tutte le novelle di Giovanni Verga e Il gusto del cloro di Bastien Vivès sono stati dei regali – apprezzati, certamente, ma che ancora non mi hanno invogliata a iniziarli.

Nel frattempo, la mia wishlist si allunga, ma idealmente vorrei terminare un 70% di questi libri prima di acquistarne di nuovi. Però, nel frattempo, rimango aperta ai (tuoi) consigli: cosa dovrei leggere dopo?

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