La mia libreria a Milano non è molto fornita, soprattutto perché è composta da sole tre mensole. È stato facile, quindi, passare tutti i libri in rassegna e scoprire che ne ho solo sette di poesia.

Di questi sette poeti, tre ho avuto la fortuna di incontrarli o conoscerli molto da vicino. Un’altra, Charly Cox, l’ho sentita leggere in un podcast proprio il pezzo che ho scelto e mi ha lasciata tanto in awe che ho dovuto mettere in pausa l’ascolto, comprare il libro e poi riprendere. Un’altra, la Dickinson, è forse la prima poetessa che io abbia mai incontrato nella mia vita, fatta dei libri di Neruda e Garcia Lorca dei miei.

Ho deciso di scegliere una pagina o parte di essa da ognuno di questi poeti che abitano la mia libreria milanese, per questa Giornata Mondiale della Poesia 2020 che ha bisogno, forse come mai prima, di evasione e di parole.

Stefano Colangelo, esplose

da Breaking Notes 2008—2016, Modo Infoshop 2017

guarda invece adesso come si appoggia
non fa un passo senza tremare
minaccia di partire ma torna sempre
dove le figure sono già esplose
dove è rimasta la striscia delle parole

Charly Cox, porn

da She Must Be Mad, HQ 2018

[…] Banshee screams and hollow slaps
Perfect nudity and waxed arse cracks
Half taken by the throng of flung-off thongs
I’m bemused and sad and thinking
Why do they never show the naps?
The intimate legs twined like spaghetti
Cooked and thrown back in the pack
Stuck with starchy love
That’s the real magic, that
That’s what turns me on […]

Emily Dickinson, 298

da La mia lettera al mondo, Interno Poesia 2019

Alone, I cannot be —
The Hosts — do visit me —
Recordless Company —
Who baffle Key —

They have no Robes, nor Names
No Almanacs — nor Climes —
But general Homes
Like Gnomes —

Their Coming, may be known
By Couriers within —
Their going — is not —
For they’re never gone —

Sola non posso essere —
schiere d’ospiti — mi fanno visita
ineffabile compagnia —
che elude la chiave —

Non hanno vesti, o nomi —
non calendari — o climi —
ma generiche abitazioni
come gli gnomi —

Il loro arrivo è annunciato
da intimi messaggeri —
il loro andarsene — no —
perché non se ne vanno mai —

Mariangela Gualtieri, Il quotidiano innamoramento

da Quando non morivo, Giulio Einaudi Editore 2019

L’amore mio ha tanti di quei nomi.
Batte le foglie a volte come cielo
che scende in gocce. Tira via le foglie
secche e le trasporta in volo.
A volte l’amore mio sorge e risplende
a volte per un momento breve
mi guarda sul sentiero con occhi
spaventati di capriolo. Ha molte facce
l’amore mio. Umane facce
e musi. Ha tutte le parole.
Ha note, sinfonie, voci cantate.
Ha un vuoto così grande
che mi accoglie mi chiama e mi
atterrisce. L’amore mio.
Mi consola e mi duole.
E non muore — non muore.
Da forma a forma fiorisce.

Francesca Matteoni, tracce I

da F. M., Ginevra Ballati, Libro di Hor, Vydia Edizioni 2020

Ascoltiamo sempre l’inverno lungo il fiume.
Scende e non descrive più niente.
Le parole sono fuori da ogni descrizione.
È molto bello qui.
Le parole sanno l’acqua che le rompe.
Cresce da un sottosuolo che è il mio.
Pianti la tua coscienza nei sogni.
I pali della luce si flettono nelle conversazioni.
Di là dal telefono c’è abbastanza terra per sognarti.
Tutto quello che si scioglie è stato un tempo tagliente.

Antonia Pozzi, Pudore

da Desiderio di cose leggere, Salani Editore 2018

Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.

Laura Pugno

da L’Alea, Giulio Perrone Editore 2019

cosa rimane a cosa
ti tieni, senti il muovere
di mare
sei
cosa osservata questo che modifica
non è
se non nel tempo
se in una scatola sei gatto vivo
o morto se in una scatola
tu esisti ancora

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