I miei reading goals per un anno che forse sarà di nuovo lunghissimo.

Lo scorso – eterno e terribile – anno, sono riuscita a leggere 45 libri (44 secondo Goodreads, ma perché non sono riuscita a trovarne alcuni da segnare) ma erano più che altro di svago, di fuga, di liberazione. Quest’anno voglio riutilizzare i libri per studiare, per educarmi, per aiutarmi a diventare una versione migliore della persona che sono nel mondo. Non leggere in modo egoistico ed egocentrico, non per mio piacere intellettuale, ma per essere un’ascoltatrice e un’alleata, fare scelte migliori, essere più consapevole.

Il primo elefante nella stanza che dobbiamo non solo indicare, ma fissare dritto negli occhi, è quello che tenta di coprire tutti i libri che ho e che devo ancora leggere. La situazione attuale è questa:

Non ho fatto i conti, ma potrei non aver ancora letto la metà di questi libri. Aiuto, giusto? Ho una tendenza a desiderare di possedere le cose, a creare una versione ideale di me (anche come lettrice) con cui non riesco a tenere il passo.

Anche per questo ho deciso di darmi un budget mensile di 60€ da spendere in libri. Per smettere di accumulare, certo, ma anche per essere un po’ più saggia nel mio modo di acquistare libri: sto rimandando la lettura di Susan Sontag da due anni perché 25 euro per un volume mi sembra tantissimo e poi acquisto una profusione di libri dalla copertina bellissima e che finiscono con il piacermi davvero poco, se non pochissimo.

Per questo la mia prima missione, quest’anno, sarà dare fondo a quello che ho ancora da leggere. Tra i titoli, due a cui mi voglio dedicare con impegno sono Il secondo sesso di Simone De Beauvoir e No Logo di Naomi Klein, libri che ho da sempre nel retro della mia mente ma a cui non ho mai dedicato né tempo né attenzione.

Ci sono poi due reading challenge a cui vorrei aderire: quella di This Writing Room e quella di The Reading Women. La prima non si focalizza solamente su letteratura o testi scritti in senso stretto, ma mi obbliga certamente ad ampliare i miei orizzonti di lettrice disciplinata e, invece, spettatrice disordinata e pigra (ma presto su Tropismi inizierà una rubrica che cerca di scardinare questa mia disattenzione); la seconda allarga non solo i generi, ma anche le tematiche, le origini, le prospettive. Non mi aspetto di ultimarle entrambe, ma le voglio usare come indicazioni, bussole e reminder che c’è molto di più – e che bisogna essere curios*, sempre.

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